12 Maggio

UN SALMO PER LA VITA

"L'Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà. Egli mi fa giacere in pascoli di tenera erba, mi guida lungo acque riposanti. Egli mi ristora l'Anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, non temerei alcun male perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga sono quelli che mi consolano. Tu apparecchi davanti a me la mensa in presenza dei miei nemici; tu ungi il mio capo con olio; la mia coppa trabocca. Per certo beni e benignità mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita; e io abiterò nella casa dell'Eterno per lunghi giorni" (Salmo 23).

Il Salmo 23 è sicuramente il più conosciuto ed amato. È il primo che molti apprendono durante l'infanzia, l'ultimo che sussurrano prima di morire. Implica consacrazione, perché Dio è come il Salmo ce lo rappresenta solo per coloro che si abbandonano completamente a Lui. Non si può avere tutto di Lui e Lui in tutto, se non si è disposti ad una resa completa a Lui. Volete mettere l'aggettivo possessivo "mio" prima del nome di Dio? Allora dovete essere disposti a rispondere alla Sua voce e seguirlo dovunque Egli vi voglia condurre. "Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono" (Giovanni 10:27).

Mattina. Il pastore conduce il Suo gregge. Quando Egli fa uscire le Sue pecore dall'ovile, c'è ancora la brina. Egli le precede nei prati o su per il sentiero che conduce ai pascoli. Il gregge non Lo precederebbe mai. Qualunque asperità trovate lungo il cammino, rammentatevi che il Pastore l'ha attraversata prima di voi. "Egli mi conduce". Rammentiamo pure che coinvolti nel portarvi lungo il sentiero è il Suo nome ed l Suo carattere, "per amore del Suo Nome".

Mezzogiorno. Il riposo. Vi sono momenti della vita in cui Egli ritiene importante "giacere" e camminare "lungo acqua riposanti". Talvolta è un periodo di convalescenza dopo una malattia. Talvolta è una vacanza, un intervallo fra la pressione degli impegni, un riposo dallo stress e dalla fatica - questi sono i nostri pascoli. Altre volte, nel più bel mezzo dell'affanno e del tumulto, la nostra anima è tenuta in riposo dalla pace di Dio. Il cuore riposa per parte di un secondo fra i suoi battiti. "Egli mi fa giacere".

Notte: l'olio e la coppa. Il gregge ha raggiunto l'ovile dove troverà riparo. Alla porta sta il Pastore che controlla il passaggio di ciascuna pecora. Una si è graffiata e ferita alla testa mentre attraversava un cespuglio, per questo c'è l'olio con il quale sarà unta. Vicino alla Sua mano c'è cibo ed acqua dalla quale riempie la coppa per lavarle il muso e darle ristoro. La coppa trabocca: evidentemente ce n'è in sovrabbondanza!

Beni e benignità seguono il gregge preceduto dal pastore. La "Casa dell'Eterno" è l'ovile dal quale non usciremo più e l'Agnello sarà il nostro Pastore. La gioia durerà per sempre.

PREGHIERA

O Signore, sostienici per tutti i giorni di questa vita travagliata finché le ombre della sera si allungano, il lavoro finisce e la vita febbrile cessa. Allora, o Signore, concedici di dimorare al sicuro ed avere un santo riposo, finalmente la pace. Per Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.

 


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